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Decapitata una delle maggiori reti di crimini informatici

“Mariposa” ha infettato oltre 13 milioni di computer Windows in 190 Paesi. Costerà milioni di euro già la sola disattivazione. Nessun problema per Mac OS X

3/03/2010 - 

La polizia spagnola ha arrestato tre uomini sospettati di essere le menti di uno dei crimini informatici più massicci di tutti i tempi: l’infezione di oltre tredici milioni di computer Windows con un virus che si appropriava di numeri di carte di credito e altri dati.

La rete, in gergo tecnico botnet, ha il nome di Mariposa (in spagnolo farfalla).

Le macchine infettate riguardano case, scuole e aziende in 190 Paesi del mondo, con almeno quaranta grosse istituzioni finanziarie coinvolte loro malgrado.

Il solo costo di eliminare il software criminale da tredici milioni di macchine è di svariati milioni di euro e non è ancora stata fatta una stima dei costi causati dall’azione della botnet.

I computer infettati non rivelavano la loro condizione, ma restavano a disposizione dei criminali che potevano controllarle a distanza, mentre queste queste registravano ogni attività in corso e anche ogni singolo tasto premuto, per esempio per inserire una password.

L’infezione di Mariposa è possibile grazie a un difetto di funzionamento di Internet Explorer, il browser Microsoft attraverso il quale è stato scatenato l’attacco.

Uno dei tre arrestati avrebbe avuto con sé i dati personali e confidenziali di oltre 800 mila persone.

I computer Mac OS X e Linux non sono colpiti da Mariposa.

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6 commenti a questo articolo

  1. Andy scrive:

    Eppure proprio ieri un incapace it manager, ha negato di collegare il mio MAC alla loro rete gestiata da win 2003 server,

    ” siccome lei non ha un antivirus è contro la nostra policy aziendale collegarla al network, è un reale pericolo per i suoi colleghi, e me lo lasci dire lei dimostra una forte mancanza di responsabilità ad essere cosi incauto”

    Agli fai leggere queste cose e dicono ” è solo pubblicità….

    Per altro circa un anno fa ( con una piccola ricerca di google ) ho scoperto che gli stessi responsabili di cui sopra han chiesto informazioni in un forum pubblico circa una “probabile ” situazione pericolosa alla quale ritenevano di essere esposti.
    Fornivano dovizia di particolari, Ip, nome dle firefwall, versione dei software installati, indirizzi mail ….

    Veramente all’ignoranza non c’è mai fine….

  2. Paolomac scrive:

    Aggiungo un’ulteriore chiosa: se andate a leggere il lungo articolo che compare sulla versione online del secondo quotidiano italiano, notate una dovizia di particolari su questa notizia, salvo uno: non viene mai citato il browser la cui falla ha permesso l’attacco; anzi, non viene proprio detto che ciò dipende da “una falla”. Piccola dimenticanza?

  3. Andy scrive:

    beh sai, con la competenza di taluni, non mi stupisco possa essere una dimenticanza dovuta all’ignoranza.
    ti ricordo che qualche anno fa uno di quelli che chiamano “giornalisti esperti ” asseriva che ignoti si eran collegati al suo MAC spento e avevan ascoltato e visionato momenti e conversazioni private… con tanto di ufficiale guardia di finanza a denunciare al telegiornale l’accaduto…

    la cosa che mi fa rabbrividire è certi siti ” di settore ” che pubblicano la notizia usando la foto di un MAC…. come a sottintendere che la cosa interessava anche i MAC…. quella è una “dimenticanza, o una disattenzione innocente? “

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