La politica degli outsider
baby candidati e hacker
In corsa per una poltrona alla Regione il candidato più giovane di'Italia, Luca Sappino, 22 anni, e Paolo CocuRoccia, hacker romano predicatore dell'open source. Sono le facce nuove, alternative, 'internettare' di SeL
di Giulia Cerino
Paolo CocuRoccia
Il baby candidato e la riscossa dei bamboccioni, l'hacker d'assalto
per il potere ai pirati. Lo Zorro dei manifesti, che armato di
stencil vendica i romani dai 'faccioni' abusivi, il seguace
dell'open source, ricetta salvacasse per la pubblica
amministrazione.
Giovani e alternative, internettare, ecco le facce nuove della
campagna elettorale di Sinistra e Libertà che nella corsa a una
poltrona in consiglio regionale schiera il più giovane candidato
d'Italia, Luca Sappino, 22 anni, già volto noto di Youtube, e Paolo
CocuRoccia, esperto dell'underground della Rete, candidato in SeL
come indipendente del Partito Pirata Italia, quello che sulla scia
del successo del Pirate party svedese prova a sfondare anche da
noi. Così, accanto a Luigi Nieri, Filiberto Baratti, Enrico Lucani,
Gemma Azuni e Saverio Aversa, nella corsa di Sinistra e Libertà per
le regionali 2010 nel Lazio ci sono anche loro: due candidati
diversi, ma con un linguaggio molto simile.
Paolo CocuRoccia, romano, ha 30 anni, è “operatore sociale ma ha il
vizio del web”. Non a caso, è il portavoce del Pirate Party, il
Partito che si caratterizza per la sua battaglia a favore della
libertà sul web, l’abbattimento del copyright e la condivisione
della cultura. Sul web CocuRoccia è membro del consiglio direttivo
del Linus group di Roma e propone agli elettori un programma
incentrato soprattutto su due punti: “Ribaltare il decreto Romani,
quello che intende uniformare le piattaforme televisive a quelle
video dei blog, e rendere il Lazio un’oasi open source permettendo
ai cittadini di migrare da Windows a Linux risparmiando un sacco di
soldi”. Un esempio? Paolo, carta alla mano, spiega come dopo aver
dato vita alla legge sul software libero, la giunta regionale umbra
sia riuscita a risparmiare circa 2 milioni e mezzo di euro in un
anno. “Sapete nel Lazio, molto più grande, quanto si potrebbe
risparmiare? Circa il doppio”. “Non pagare le licenze Windows –
spiega CocuRoccia – e utilizzare piuttosto i software open, che non
costano alle amministrazione pubbliche neanche un centesimo,
permette di risparmiare e offrire un servizio di maggiore qualità
anche ai cittadini”. E non si tratta di una missione impossibile.
Anzi. “Ad Atene e in tutte le isole della Grecia è stato fatto.
Stessa cosa a Berlino”. Il problema è semmai un altro, politico e
economico: “Dato che i provider sono molto forti, è chiaro - spiega
il candidato - che per installare il wireless in un parco di Roma è
necessario che il Comune paghi il provider”.
La candidatura di Paolo alle regionali è nata da un colpo di
fortuna. “Ho promosso l’apertura della prima sede nazionale di
Fusolab”. Gli interlocutori del Pirate Party sono tanti – spiega –
ma abbiamo optato per Sinistra e libertà, sicuramente la più aperta”
. Non solo web però. Questa dell’open source è una battaglia che
sta scritta nella Carta dei diritti europei. Internet a
disposizione di tutti è un discorso di diritti”.
Di diritti parla anche Luca Sappino. Il baby candidato ha
appena 22 anni ma a Roma le canta e le suona a tanti. Dopo aver
lanciato la campagna di boicottaggio dei manifesti elettorali con i
“faccioni”, Sappino alza il tiro e parla di “coppie di fatto, siano
esse etero o omosessuali, di accesso ai servizi e agevolazioni
destinate alle famiglie tradizionali, di parità di trattamento
economico tra uomo e donna, di sostegno all’accesso al lavoro delle
persone transessuali e allo studio (combattendo l’abbandono
scolastico e aumentando le borse per chi ha più bisogno e i premi a
chi mostra più talento). E ancora, spinge per moltiplicare i posti
negli studentati (senza cementificare, ma riconvertendo le caserme
e le rimesse militari abbandonate), potenziare l’Agenzia degli
affitti estendendo i servizi di assistenza e di garanzia nei
contratti anche ai residenti (prevedendo un contributo regionale
alla locazione per giovani lavoratori e studenti), dice “no” al
numero chiuso per gli alunni stranieri nella scuola pubblica”. Un
programma fitto di “diritti e rovesci”. E ancora. Luca ha dato vita
a una vera e propria “rivoluzione”, uno slogan usato per
caratterizzare la sua campagna elettorale. Sappino è il più giovane
candidato d’Italia ma l’idea è quella di rivolgersi "ai disillusi
del centro-sinistra, ai giovani certo, ma anche a tutti gli altri”.
E per questo, Luca punta sul territorio. Una realtà che, da
consigliere e capogruppo nel II municipio di Roma per Sinistra e
libertà, conosce bene. “Avete mai provato a guardare la vostra
città con gli occhi di un bambino? Si chiede. Probabilmente la
visione sarebbe la stessa che hanno i più deboli, i disabili, gli
anziani. Una città adatta ai bambini – spiega – è una città adatta
a tutti. Per questo, le nostre città costruite sulle esigenze di un
cittadino tipo, adulto e lavoratore, e soprattutto della sua
macchina, vanno riviste, su misura di bambino”. Infine, una
particolare attenzione Sappino la rivolge a quanti in televisione e
sui giornali chiamano i giovani bamboccioni. A loro io rispondo “
bamboccione ci sarai”. La scommessa è quella di assicurare ai
giovani il pieno impiego, smettendo di considerarli una “categoria
a rischio”. La proposta – spiega - è quella di istituire un fondo
per il micro credito giovanile si può assicurare sostegno alle idee
più creative ed ecosostenibili.
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